Notizie

Approvato il Decreto Legge - Disposizioni urgenti in materia di RdC e di Pensioni

Approvato dal Senato, mercoledì 27 Marzo 2019, il Decreto Legge "Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni'.

Il provvedimento, approvato dal Senato in terza lettura, termina il suo iter parlamentare e diventerà legge mediante la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Il Governo, presente alla lettura degli esiti della votazione in Aula, ha espresso soddisfazione circa l'approvazione delle misure che - commenta il Premier Conte - "aiuteranno la crescita, perché avranno un impatto sui consumi".

La legge, dal peso finanziario di oltre 40 miliardi nel corso del triennio 2019/21, prevede l'entrata in vigore delle misure annunciate dal Governo lo scorso anno, fissate nei principi con la legge di bilancio 2019, e modificate col provvedimento votato ieri a Palazzo Madama. Obiettivo della legge, secondo il progetto normativo stilato dall'esecutivo: la fine della povertà e la demolizione della legge Fornero.

Le misure principali introdotte sono:

REDDITO DI CITTADINANZA (RdC): E' la misura unica di contrasto alla povertà, che scatterà già dal prossimo 1 Aprile 2019. Per avere accesso alla prestazione è necessario il possesso di determinati requisiti di residenza, reddituali e patrimoniali, che devono sussistere congiuntamente. I requisiti sono stati modificati nel corso dell'esame parlamentare e, di conseguenza, potrebbero escludere soggetti che secondo le regole dettate in prima battuta avrebbero avuto diritto all'assegno. Si stabilisce, quindi, che se la domanda è stata presentata prima della pubblicazione del nuovo testo in Gazzetta Ufficiale sarà possibile accedere al beneficio con i requisiti precedenti l'approvazione del c.d. "Decretone", per un periodo di 6 mesi.

Il reddito potrà raggiungere la soglia di 6.000 euro l'anno (moltiplicata per i componenti del nucleo familiare secondo una scala di equivalenza). Per l'affitto o il mutuo della casa potrà essere dato un contributo fino a 3.360 euro. Il Rdc potrà essere erogato a tempo indeterminato, con una sospensione di un mese ogni 18 mesi. Per ottenere l'assegno sarà necessario sottoscrivere, tramite i Centri per l'Impiego, i "patto" per il lavoro. I Centri dovranno poi occuparsi dell'attività di "matching", al fine di fare incontrare la domanda con l'offerta.

Le regioni, le province autonome, le agenzie e gli enti regionali, le province e le città metropolitane potranno assumere proprio personale, da destinare al potenziamento degli attuali organici dei Centri per l'Impiego.: Si stima un aumento fino a 3.000 unità con decorrenza dal 2020, e ulteriori 4.600 unità a decorrere dall'anno 2021. Sono inoltre previsti incentivi, per chi assume i percettori del reddito di cittadinanza, con sgravi contributivi, previdenziali e assistenziali.

Inoltre l'obbligo di accettare un'offerta congrua scatterà solo se il salario supererà del 10% il beneficio massimo, quindi 78 euro in più di 780 euro (858 euro). Le offerte potranno essere destinate anche a chi un lavoro già lo ha, ma rientra nella categoria dei cosiddetti "working poor" (lavoratori poveri), ossia chi è povero ma non disoccupato. Anche i disabili potranno siglare il Patto per il lavoro.

Infine, per i "furbi" del Rdc sono previste delle sanzioni amministrative e non, e che possono arrivare fino a 6 anni di reclusione. Viene inoltre annullato il beneficio a indagati o imputati, anche se in attesa di giudizio.

Sono stati introdotti dei requisiti più rigorosi per i cittadini extracomunitari, che dovranno farsi certificare reddito e composizione del nucleo familiare dal Paese di origine, con traduzione in italiano e validazione da parte del Consolato. Reddito e pensione non si potranno peraltro richiedere se si posseggono case da oltre 30.000 euro, non solo in Italia, ma anche all'estero.

Infine, i Cittadini che hanno compiuto 67 anni potranno richiedere, al posto del Reddito di Cittadinanza, la Pensione di Cittadinanza, consistente nell'erogazione dello stesso importo, ma con differenti modalità e a decorrere dal momento in cui vi è l'assenza degli obblighi lavorativi.

 

QUOTA 100: E' la misura, introdotta in via sperimentale, e applicabile nel triennio 2019/21, che introduce la possibilità di andare in pensione a 62 anni, con un'anzianità contributiva minima di 38 anni. Il trattamento sarà erogato dopo tre mesi dalla maturazione del requisito per i dipendenti del settore privato, mentre per i dipendenti pubblici dopo sei mesi. Il TFS (trattamento di fine servizio), volgarmente detto "liquidazione", sarà erogato nel momento in cui il diritto al trattamento pensionistico sarebbe maturato in base alla pensione di vecchiaia. Sarà però possibile chiedere un prestito, fino a un massimo di 45.000,00 euro, che dovrà essere restituito con gli interessi quando sarà riscossa la liquidazione. La pensione anticipata non è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000,00 euro annui.

 

Sono previste altresì altre misure, ossia:

APE SOCIALE: Già contemplata normativamente, viene prorogata all'anno 2019. Consiste in una indennità che viene corrisposta fino al conseguimento dei requisiti pensionistici, limitatamente a favore di soggetti che si trovino in particolari condizioni.

OPZIONE DONNA: Già contemplata normativamente, viene prorogata all'anno 2019. Prevede il pensionamento anticipato delle donne, disponendo che il diritto al trattamento pensionistico anticipato secondo le regole di calcolo del sistema contributivo venga riconosciuto nei confronti delle lavoratrici che abbiano maturato i requisiti richiesti (un'anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un'età anagrafica pari o superiore a 58 anni, per le lavoratrici dipendenti, e a 59 anni per le lavoratrici autonome), entro il 31 dicembre 2018 (in luogo del 31 dicembre 2015). I requisiti anagrafici non sono adeguati agli incrementi alla speranza di vita.

PENSIONE ANTICIPATA: Fino al 2026 il requisito contributivo per andare in pensione resta invariato, ossia fisso a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, senza subire l'adeguamento all'incremento delle aspettative di vita. Resta tutto invariato anche per i lavoratori "precoci", che potranno accedere alla pensione con un'anzianità contributiva pari a 41 anni, a prescindere dall'età anagrafica (trascorsi tre mesi dalla maturazione dei requisiti).

RISCATTO CONTRIBUTIVO: La misura è applicabile in via sperimentale e per il triennio 2019/20. In tal modo sarà possibile riscattare fino a 5 anni di periodi non coperti dai contributi, in maniera totale o parziale. L'opzione potrà essere utilizzata solo dai soggetti la cui pensione sarà liquidata in maniera integrale con l'applicazione del calcolo contributivo.

RISCATTO DELLA LAUREA: Subisce variazioni la disciplina del riscatto di laurea, relativamente ai periodi da valutare con il sistema contributivo: dovrà essere quindi, per ogni anno da riscattare, versato un contributo pari al livello minimo imponibile annuo (pari a 15.710,00 euro per l'anno 2018), moltiplicato per l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell'assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti, vigente al momento della presentazione della domanda di riscatto.

NUOVE ASSUNZIONI NELLA P.A.: In seguito alla entrata in vigore del pensionamento anticipato vengono autorizzate nuove assunzioni nel settore pubblico, in diverse amministrazioni. Nello specifico, si tratta di assunzioni da parte del Mibac, del Ministero della Giustizia, di alcune Regioni, di Enti locali ed Enti del Servizio Sanitario. Inoltre, per esigenze derivanti dalle specifiche funzioni, sono state autorizzate assunzioni in alcune forze armate e di polizia e, precisamente, nell'Arma dei Carabinieri e nel corpo della Guarda di Finanza.

VERTICI INPS e INAIL: Cambia la modalità di governo degli Istituti, prevedendo la reintroduzione del Consiglio d'Amministrazione tra gli organi di tali Enti. In fase di prima applicazione, in attesa della nomina del membri del C.d'A, si consente la nomina di un soggetto unico a cui sono attribuiti i poteri del Presidente e del Consiglio di Amministrazione.

Queste le principali novità derivanti dal Decreto Legge.

 

La Segreteria Nazionale CONF.E.L.P., apprezzando lo sforzo profuso dal Governo e dalle forze parlamentari al fine di rendere attiva questa importante norma, rivolta alla ripartenza dei consumi e all'economia del Paese, con la tutela dei Cittadini più deboli, esprime anche un augurio, affinchè le misure future possano riguardare altri basilari temi del dibattito politico.

"Si auspica - dichiara Turi Orlando, Segretario Generale della CONF.E.L.P. - lo studio di formule premianti verso le imprese "sane" e in regola non solo sotto gli aspetti contributivi, ma che applicano, al loro interno, forme di tutela e garanzia a favore dei Lavoratori. Si potrebbero introdurre sgravi verso le aziende che lavorano in maniera etica, e che hanno a cuore la stabilità dei propri dipendenti e la loro certezza nel futuro. Speriamo inoltre che possano essere avviate delle politiche di riduzione del gap tra il Nord e il Sud del Nostro Paese. E' giusto discutere oggi sulla TAV, come opera fondamentale per lo sviluppo, senza però dimenticare che, una parte d'Italia, da Roma in giù, viaggia ancora sul binario unico, senza opere infrastrutturali, strade, autostrade e vie di comunicazione che consentano il movimento di persone e merci in piena sicurezza e con la rapidità che in altre parti dello stivale, invece, sono possibili. Non è tollerabile, nel 2019, assistere ad incidenti stradali, e a morti, solo per una buca sull'asfalto. Altro tema da affrontare è la fuga dei cervelli. Non è pensabile che il Nostro Paese, fucina di talenti e ingegni, veda oggi i propri figli partire verso altre nazioni, per mettere a reddito i sacrifici sostenuti in anni di studi.  Infine, tra i tanti temi che ancora sono meritevoli di attenzione e ulteriori miglioramenti, è la Sanità: vogliamo immaginare un Paese nel quale la gente non debba temere di andare in un pronto soccorso, dal quale rischiare di non uscire più, ma nel quale si vedano gli ospedali e le strutture pubbliche come strutture d'avanguardia e di alto livello dove guarire, senza bisogno di dover necessariamente vedere l'aereo come unica via di salvezza.".

 

 

L'Ufficio Stampa

CONF.E.L.P. Nazionale

La pagina ha impiegato 0.1910 secondi